storie

Culinaria Bistrot

1000 666 daniela

Storie: Culinaria Bistrot

Aquarello…

– Siamo artigiani della cucina, trasformiamo la materia prima e la portiamo in tavola – ci dicono Andrea e Tommaso Buzzegoli, ricevendoci all’interno del ‘Culinaria Bistrot’ di piazza Tasso, nel cuore di San Frediano.
Entrando veniamo accolti da un arredamento minimale e ben curato: pochi tavoli, alcune piattaforme di legno che fanno da piani d’appoggio, diversi materiali di riciclo che riportano ai valori semplici e genuini della campagna toscana, senza tuttavia trascurare un tocco di estro e modernità. L’atmosfera è locale ed esotica al contempo: i piatti della cucina tradizionale fiorentina si accompagnano infatti ad altri più tipicamente mediterranei e orientali, con i loro sapori fortemente speziati. Il tutto, e non potrebbe essere altrimenti, annaffiato da ottimi vini ‘di’ posto’.
– Abbiamo aperto il nostro bistrot nel 2015 – ci dice con orgoglio babbo Loriano, abile e simpatico ‘capitano’ di questa attività a conduzione familiare – dopo anni di esperienza con De Gustibus, un’associazione che aveva creato una rete di piccoli produttori locali di qualità presso cui venivano organizzate degustazioni, visite, corsi e molto altro, e con i quali ancora oggi collaboriamo per l’approvvigionamento delle nostre materie prime, tutte tassativamente biologiche.
Satolli e soddisfatti usciamo dalla piccola ‘bottega artigiana’ e andiamo a goderci il timido solicello settembrino seduti su una panchina di questa bellissima piazza, un tempo chiamata Gusciana e ancor prima Malborghetto, quando all’occhio del passante si presentava come un fitto intreccio di vicoli stretti e povere abitazioni mal ridotte.

Lorenzo Pagni

Culinaria Bistrot
Cucina di prodotti della filiera Toscana, prevalentemente biologici, con ricette mediterranee di carne e pesce

Inizio attività: 2015

Titolari: Andrea Buzzegoli e Loriano Buzzegoli

Gestione familiare: Andrea e fratello Tommaso Buzzegoli

Dipendenti: giovani ‘artigiani in cucina’, con gli chef Giulio Nencini e Leonardo Sozzi, loro amici e compagni dai tempi della scuola alberghiera, e colleghi conduttori della cucina del Bistrot (prima del covid). A completare il servizio di Demetrio Vidili.

Locali: Culinaria nasce dalla collaborazione con l’artigiano restauratore Vincenzo Criscuolo per lo studio di fattibilità e realizzazione della trasformazione del fondo artigianale in locale per somministrazione con cucina. Prima di Vincenzo, in questi locali (tutt’ora di proprietà della vedova, signora Antonietta Criscuolo) c’era stato un carbonaio, poi per 20 anni la bottega di restauro mobili.

Tipo di azienda: Degustibus Network SAS

CULINARIA BISTRO
Piazza Tasso, 13R / Firenze (San Frediano)
Tel.: 055/229494
Sito: www.culinaria-firenze.it
Facebook: @culinaria.degustibus.bistro
Instagram: @culinariafirenze

Ortofrutta Boccalini

1000 667 daniela

Storie: Ortofrutta Boccalini

Acquarello…

– O David, che gl’è fresco questo radicchio?

– Ma che scherzi davvero Manola, l’ho colto domani! – risponde divertito il simpatico ortolano di via Romana mentre aspettiamo che, tra un cliente e l’altro, abbia un attimo di tempo per parlare con noi.

– Qui ci si chiama ancora tutti per nome, come succedeva una volta nelle vecchie botteghe dell’Oltrarno – ci spiega Andrea, titolare del negozio insieme alla sorella Sonia, moglie di David.

Non possiamo fare a meno di ammirare il vasto assortimento non solo di frutta e verdure esposte sui banchi, ma anche di bottiglie di buon vino che fanno bella mostra di sè sugli scaffali circostanti.

– Tutto questo si deve a i’ mi’ babbo, Luigi Boccalini, che nel lontano 1966 avviò questa attività, divenuta ormai ‘storica’ nel quartiere. All’inizio si trovava lì, dove è rimasta fino a una quindicina di anni fa – ci dice ancora Andrea indicando un vecchio fondo con il bandone chiuso, dall’altra parte della strada. – Allora in via Romana abitavano tanti fiorentini, tutti (o quasi) clienti suoi: lui e la mi’ mamma Luana stavano in bottega e intanto la mi’ nonna Nella, nel piccolo stanzino sul retro cucinava in continuazione pentoloni di spinaci, bietole, rape, ceci, fagioli. Il profumino arrivava fino a Piazza Pitti! Con l’aiuto mio e della Sonia l’attività è cresciuta ulteriormente e quando i’ mi’ babbo decise che era arrivato il momento di godersi la meritata pensione, lasciò tutto a noi.

– Oggi ci lavoriamo anche io e la Mariella, la moglie di Andrea – precisa David. – I clienti sono meno di un tempo perché molti fiorentini se ne sono andati dall’Oltrarno; la maggior parte di queste case sono diventate airbnb o alloggi per turisti. Nonostante questo la passione e la dedizione che mettiamo nel nostro lavoro sono sempre le stesse. Nonna Nella purtroppo non c’è più, adesso sono io ad aver preso il suo posto ai fornelli – ride – ma vi assicuro che non sono da meno! Provare per credere!

Lorenzo Pagni

Ortofrutta Boccalini

Inizio attività: 1966

Titolare: Andrea Boccalini (dal 1994)

Precedenti titolari: Luigi Boccalini e Ivana Crescioli (entrambi 1966-2009)

Gestione familiare: Andrea Boccalini (dal 1984), Mariella Campisi (dal 1994), David Ciolli (dal 2000)

Familiari che hanno lavorato nella bottega: Nonna Nella con le sue famose verdure cotte

Clientela: circa 50-60% residenti e 40-50% turisti (pre-covid)

Bottega attuale: diventata di proprietà dal 2009. Qui, precedentemente, c’era la Mesticheria Beconcini con Amerigo e Concetta Lottini

Bottega precedente: fino al 2009 la bottega era in via Romana 31/r (quasi di fronte a dove è adesso), in un fondo attualmente utilizzato come garage

Tipo di azienda: ditta individuale

ORTOFRUTTA BOCCALINI
Via Romana, 24/r
50125 Firenze
Tel.: 055 / 2337432
Facebook: @ortofruttaboccalini
Instagram: @ortofruttaboccalini

Da Simone la buticche di’llampredotto

1000 666 daniela

Storie: Da Simone la buticche di’llampredotto

Acquarello…

Si sa, l’aggiunta della ‘e finale’ alle parole straniere è d’obbligo in Oltrarno. Qui da sempre il bar diventa i’ barre, il frac i’ fracche, il night i’ naitte… E così, anche questo chioschetto in Piazza de’ Nerli, a due passi da dove un tempo sorgeva il ‘leggendario’ Cinema Orfeo, ha adeguato il suo nome da un internazionale e asettico ‘boutique’ a un ben più fiorentino e connotato ‘Buticche di’ Lampredotto’, insegna che la dice lunga sulla prelibatezza dei suoi panini col lampredotto, con la trippa alla fiorentina, la lingua, la poppa, ma anche di quelli con l’hamburger, e gli hot dog, venduti per tener conto dei tempi che cambiano. – In San Frediano quelli che voglian venire a comandare in casa nostra ‘un ci son mai garbati, allora gni si piglia le parole e gni si cambiano come ci garba – ci spiega un anziano avventore sotto il tettino che ci ripara dalla leggera pioggerella autunnale.

Intanto Simone, da tutti conosciuto come ‘i’ Trippaio di San Frediano’, e sua sorella Barbara, allegri e sorridenti dietro il bancone, cucinano, tagliano, piastrano con i loro ‘ferri del mestiere’ sempre in mano. Con fare esperto Simone prende un pezzetto di lampredotto dal pentolone che bolle sul fornello, lo taglia a strisce grossolane e lo mette in mezzo a due rosette aperte a metà e bagnate nel brodo caldo. La bellezza di quest’angolo di città è struggente; ci allontaniamo per godere dell’aria della vera Firenze vissuta, quella che si respira per questi vicoli e per queste stradine, non prima, però, che ‘i’ Trippaio di San Frediano’ ci porga i nostri panini, facendoci la fatidica domanda: – Salsa verde o piccante?

Lorenzo Pagni

Da Simone la buticche di’llampredotto

Inizio attività: 2 gennaio del 1999

Titolare: Simone Balleggi

Gestione familiare: Simone e sua sorella Barbara

Clientela: varia, chi abita o lavora nel quartiere, persone di passaggio, turisti stranieri e italiani

Il chiosco: disegnato e progettato da un suo amico architetto

Ci sono state diverse gestioni prima che lui rilevasse l’attività

Da Simone la buticche di’llampredotto
Chiosco in Piazza de’ Nerli (San Frediano)
50124 Firenze
Tel.: 339/6363245
Facebook: @buticchedilampredotto

Trattoria Sabatino

1000 667 daniela

Storie: Trattoria Sabatino

Acquarello…

Erano gli anni dell’immediato dopoguerra, della ripresa economica e di un paese finalmente in crescita quelli in cui un intraprendente giovanotto, determinato e loquace, dava vita a una storica trattoria di Borgo San Frediano, trasferitasi successivamente, nel 1999, in via Pisana accanto a Porta San Frediano, a due passi dalla casa che all’inizio del secolo scorso aveva dato i natali al celebre tenore fiorentino Carlo Buti. Sabatino era il nome dello scaltro giovane, e Sabatino divenne il nome di questa trattoria che ancor oggi così si chiama. Un ‘piccolo mondo antico’ dove poter gustare l’ottima cucina popolare toscana, ma anche un luogo di incontro e di conversazione, un universo di aneddoti e di storie tipicamente fiorentine legate a doppio filo con quella della famiglia Buccioni che da oltre sessant’anni gestisce l’attività, passata con il tempo dalle mani di Sabatino, per quelle di Laura e Valerio, a quelle di Ilaria, Letizia e Massimo.

– Il segreto di cotanto longevo successo? – ci dice scherzando Ilaria che sulla trattoria ha scritto anche un bellissimo libro dal titolo “Trattoria Sabatino” – Tanto lavoro, grande entusiasmo e, soprattutto, profonda passione.

Lorenzo Pagni

Trattoria Sabatino
Cucina casalinga con piatti popolari dell‘antica tradizionale fiorentina con ingredienti freschi del mercato, che segue la stagionalità e le ricorrenze (frittelle di San Giuseppe, cenci e schiacciata alla fiorentina per Carnevale, pan di ramerino il giovedì santo, castagnaccio a dicembre/gennaio). Martedì trippa e venerdì baccalà e altro pesce

Inizio attività: trattoria fondata da Sabatino Buccioni e Valerio Buccioni nel 1956

Gestione familiare: Laura Bruni (dal 1970); Ilaria Buccioni (anni ‘90), Letizia Buccioni (anni ‘90), Massimo Parigi (dal 1996)

Familiari e dipendenti storici che hanno lavorato nella trattoria: Sabatino Buccioni (1956-1972), Fidalma Innocenti (moglie di Sabatino) (1956-1997). Valerio Buccioni (1956-2011). Altri familiari: la nonna di Fidalma, la zia Marina, sua figlia Mariella e sua figlia Patrizia. La prima cuoca Ida Zanieri (1956 – fino al suo pensionamento)

Dipendenti: 8 (inclusi familiari, pre-covid)

Clientela: la più variegata che si possa immaginare: dal senza tetto al più altolocato, dall’operaio all’artista, dalle persone del quartiere a quelle di tutta Firenze, dai turisti italiani a quelli stranieri. Nell’epoca pre-covid, tutti questi avventori si trovavano spesso a condividere il tavolo

Locali: inizialmente il locale era in Borgo San Frediano 39/r. ed era una sorta di mensa / trattoria popolare e ancora prima il refettorio di un ex-convento di suore. Nel 1999 ci fu lo sfratto che una grande mobilitazione sociale e politica non poté evitare. Da settembre di quell’anno la trattoria si trova nell’attuale sede accanto a Porta di San Frediano

Fonti di informazione: Ilaria Buccioni, anche dal suo libro: Trattoria Sabatino. La storia di una famiglia e i sapori della cucina povera in San Frediano il quartiere più popolare di Firenze, Firenze, Maschietti editore, 2016

TRATTORIA SABATINO
Via Pisana 2/r (Porta San Frediano)
50123 Firenze
Tel.: 055/225955
Sito: www.trattoriasabatino.it
Facebook: @trattoriasabatino
Instagram: @trattoriasabatino

Caffè Bianchi

1000 666 daniela

Storie: Caffè Bianchi

Acquarello…

Una volta i locali come bar e caffetterie erano molto numerosi a Firenze. Tanti di questi hanno contribuito a scrivere pagine importanti della città e dei movimenti culturali di inizio Novecento. Ma si sa, gli anni inesorabilmente passano e molte cose si perdono. Per fortuna non è questo il caso del ‘Caffè Bianchi’ in piazza San Felice, uno storico locale fiorentino, creato nel lontano 1920 da Pasquale Bianchi, trisnonno di Jacopo, il simpatico signore che tutt’oggi lo gestisce insieme a due dipendenti. Entrando ci colpisce subito la bella vetrinetta dedicata ai sigari, tra cui non può certo mancare ‘il toscano’, e al ricco assortimento di articoli per fumatori.

– Siamo una delle tabaccherie più vecchie di Firenze, anche se con il tempo ci siamo dovuti dotare di tutti quei servizi che una ricevitoria dei giorni d’oggi deve avere – ci fa sapere Jacopo accompagnandoci al lungo bancone, dietro il quale Melissa, una delle due bariste, ci sorride intenta a preparare caffè e cappuccini. Tutto intorno un’esposizione di decine di bottiglie da collezione dà un tocco di raffinatezza a un ambiente veramente caratteristico e accogliente.

– Nel 1996 abbiamo ristrutturato tutto mantenendo però gli arredi e le vetrine in ferro battuto originali – ci dice ancora Jacopo mostrandoci la deliziosa sala da thè, dove fanno bella mostra di sé vecchie cornici d’epoca – A quanto si legge sui giornali, recentemente tutto l’edificio, è stato venduto a una società privata che ne ricaverà alloggi per turisti. Per fortuna la cosa non riguarda il fondo del nostro locale.

Seduti a uno dei tavolini sulla piattaforma esterna, ci gustiamo l’ottimo cappuccino che ci viene offerto: a destra piazza Pitti, davanti a noi piazza Santo Spirito, autentici gioielli di Firenze. Una vecchietta incuriosita dal nostro armamentario fotografico ci saluta:

– I’ cappuccino della Melissa gl’è i’ migliore di tutta la città – esclama.

Con una punta di malinconia guardiamo questo bel palazzo, ennesima vittima di operazioni speculative nel cuore dell’Oltrarno.

Lorenzo Pagni

Caffè Bianchi
Bar e tabacchi, inoltre bottiglieria liquori e vino e reparto gioco

Inizio attività: 1920

Titolare: Jacopo Bianchi

Precedenti titolari: Pasquale Bianchi (1920-192?), Bruno Bianchi (192?-1960), Luciano Bianchi (1960-2013), Jacopo Bianchi (1990)
Pasquale Bianchi, bisnonno di Jacopo (l’attuale titolare), aprì in Piazza San Felice 8/r quello che a suo tempo chiamarono “appalto”, cioè un locale con tabacchi, drogheria, coloniali e il cosiddetto “caffè mesciuto”.
Lasciò l’attività al figlio Bruno che nel 1929 trasferì il locale a pochi metri di distanza, in Piazza San Felice 5/r, trasformandolo completamente. Lo arricchì con prodotti di pasticceria e vini e lo arredò con uno splendido bancone in marmo rosa di Verona, con un banco bar caratterizzato da fascia esterna in ottone lucido e con una parete di dieci metri con vetrina in ferro battuto. In ferro erano anche la porta d’ingresso e l’insegna ancora esistenti, il tutto opera di un grande artigiano dell’epoca con bottega in Chiasso del Buco.
All’epoca Bruno, grande appassionato del proprio lavoro, volle dotare il locale anche di una torrefattrice di caffè da 10 kg che quando entrava in funzione inondava di aroma tutto il quartiere.
Il negozio, passato negli anni ‘60 al figlio Luciano, è rimasto della stessa tipologia, anche se l’enoteca è stata nel tempo valorizzata da una vasta scelta di vini e liquori nazionali e internazionali. Nel 1996 Luciano ha modificato la denominazione da “Bar Tabacchi Drogheria Bianchi” in “Caffè Bianchi” e ristrutturato completamente i locali, lasciando però inalterati gli arredi, le strutture e lo stile degli interni, esaltati ed impreziositi dal magnifico pavimento in marmo rosa di Verona in perfetto pendant con il bancone. Nel retrobottega è allestita una saletta per i clienti dove colpiscono l’occhio uno specchio ed una insegna pubblicitaria originali degli anni 1920.

Nel 1990 Jacopo, figlio di Luciano, ha cominciato a lavorare nel Caffè e dal 2013 ne è diventato titolare.

Fonti di informazione: da Jacopo Bianchi e la pubblicazione “Esercizio Storici Fiorentini”, testo ripubblicato: http://wikimapia.org/17275339/it/Caffè-Bianchi

CAFFÈ BIANCHI
Piazza San Felice 5/r (Santo Spirito)
50125 Firenze
Tel.: 055/224406

Sauro Cecchi – Pittore

1000 666 daniela

Storie: Sauro Cecchi – Pittore

Sauro Cecchi – Pittore
Sauro fa il pittore dal 1958 dall’età di 17 anni, quando, a seguito della morte del padre, lasciò l’Istituto d’Arte (dove era entrato a 9 anni nel 1950) per cominciare a lavorare e contribuire al sostentamento della famiglia.

Per la maggior parte della sua carriera ha dipinto quadri ispirati ai Fiamminghi (Brueghel) e Veneziani (Zais, Canaletto, Zicaretti), iniziando da Calzolari.

Dal 1961 ha lavorato da solo su commissione vendendo a ditte (Nencini e Masini di Certaldo) e venditori fiorentini.

La maggior parte dei suoi lavori sono stati venduti a Firenze e molti sono stati esportati negli Stati Uniti.

Ha anche dipinto cantine di ville e un murale al ristorante ‘Al Tranvai’ di piazza Tasso.

Da 4-5 anni ha cominciato a dipingere altri soggetti, seguendo le sue ispirazioni. Esegue restauri di piccoli oggetti.

Sauro, nato a Lastra a Signa, è venuto a Firenze con la famiglia nel 1944. Da allora ha sempre vissuto e lavorato nell’Oltrarno, tranne nel periodo 1972-1978, quando si era stabilito in campagna sopra Rignano per fare l’agricoltore.

Ha vissuto e lavorato in Piazza del Carmine, Palazzo Frescobaldi, in via San Giovanni, Borgo San Frediano 85, Piazza Tasso. Dal 1982 lavora in Piazza Verzaia. Prima al numero 5/r e poi al numero 3/r.

La moglie Irene ha radici in Borgo Tegolaio e ha gestito una bottega di modernariato in via delle Oche fino al 1986.

SAURO CECCHI PITTORE
Piazza Verzaia, 3/r (San Frediano)
50124 Firenze

Enoteca Bevo Vino

1000 667 daniela

Storie: Enoteca Bevo Vino

Acquarello…

“Bevi il vino e lascia andar l’acqua al mulino”, gridavano gli uomini ai ragazzotti quando, nelle occasioni di festa, le strade e le piazze dell’Oltrarno si riempivano di gente, tavole imbandite e buonumore. ‘I’ rosso di’ Chianti’ era un fedele compagno in quelle giornate e un ottimo suggeritore di poesie, stornelli, e burle. Per chi volesse gustare i vecchi sapori di un tempo, in via San Niccolò, nell’omonimo borghetto medioevale a ridosso della collina di San Miniato, si trova l’enoteca ‘Bevo Vino’, un piccolo locale accogliente, allegro e colorato che offre un’ampia scelta di piatti toscani e ottimi vini, capaci di conquistare anche i palati più esigenti. Da non perdere la tipica trippa alla fiorentina e la gustosa ribollita, fatta ‘come Iddio comanda’.

– Il segreto delle nostre ricette è la semplicità tramandataci dai nonni – ci dice ‘la Vania’, “fiorentina doc” come tiene a sottolineare, la proprietaria che dal 2005 gestisce l’attività insieme alla cuoca Giorgiana.

Seduti a uno dei tavolini sulla via che, passando da sotto Porta San Miniato s’inerpica tortuosa verso Piazzale Michelangelo, ci gustiamo l’eccellente vino della casa che ci viene offerto insieme a un delizioso assaggio di bruschette, formaggi e salumi serviti su un rustico tagliere di legno. Anche la lieve brezza che ci accarezza i capelli è piacevole; sorseggiando il succo tanto caro a Dioniso, ci abbandoniamo alla contemplazione di questo tipico angolo di Firenze.

Lorenzo Pagni

Enoteca Bevo Vino
Enoteca, bar, ristorante

Inizio attività: 2006

Titolare: Vania Focardi

Dipendenti: 6 (pre-covid)

Clientela: Residenti e turisti

Locale: precedentemente (2004-2006) c’era un pub privato che vendeva esclusivamente ai soci. Vania affitta il fondo (proprietà di Rocco Bisaccia)

Vania Focardi ha fatto tanti altri lavori: parrucchiera, commessa, lavori in albergo, lavori in cucina, cameriera, lavori artigiani cucito/ricamo

ENOTECA BEVO VINO
Via San Niccolò, 59 (San Niccolò)
50125 Firenze
Tel.: 055/218624
Facebook: @enotecabevovino
Instagram: @enotecabevovino

Jane Harman – Restauratrice

1000 667 daniela

Storie: Jane Harman – Restauratrice

Acquarello…

Un tempo in San Frediano il ritmo delle giornate era scandito dal picchiettare dei martelli, dal frinire delle mole, dal bramire delle seghe e dallo stridere dei torni che gli industriosi artigiani sanfredianini animavano con maestria nelle loro botteghe ricche di storie di quartiere e di antichi saperi. Oggi, purtroppo, molte di quelle botteghe hanno chiuso i battenti, ma tra quelle ancora in vita e che godono di ottima salute, ce n’è una in via Bartolini, a due passi dalla chiesa del Cestello, che conserva ancora intatto il fascino e la genuinità di una volta. Quando entriamo, veniamo accolti dal sorriso di una simpatica signora, Jane, che, come dice lo stesso nome, proprio sanfredianina non è.

– Dopo la laurea in disegno e pittura presso la Glasgow School of Art e un paio di borse di studio a Firenze, iniziai a lavorare in questa bottega, prima come apprendista del maestro Enrico Sarti, poi come proprietaria – ci dice mostrandoci tavoli, poltroncine, vetrine laccate, cassettoni e specchiere.

Dal modo in cui accarezza gli oggetti e dall’enfasi che mette nel parlarci della propria attività, si capisce con quanto amore e passione svolga il proprio mestiere, che non si limita al solo restauro di mobili, ma si estende anche al disegno e alla produzione di oggetti realizzati interamente a mano: puzzle, souvenir, portacandele, portariviste, gioielli e tanto, tanto altro ancora. Disposte sopra un tavolino vicino alla vetrina, notiamo delle giocose lettere in legno da lei stessa realizzate che compongono una bizzarra scritta: ‘The Oltrarno’s wood whisperer’.

– La sussurratrice del legno d’Oltrarno – ci traduce sorridendo, e ancor prima che possiamo chiederle spiegazione aggiunge – È una citazione ripresa da Mary Grey di ‘The Florentine’ nella quale mi identifico pienamente.

Non ci stancheremmo mai di ammirare tutte queste bellissime cose, ma, ahimè, si è fatto tardi e dobbiamo andare. Ciao simpatica amica, ti lasciamo ‘sussurrare’ ai tuoi piccoli capolavori. Torneremo presto a trovarti.

Lorenzo Pagni

Jane Harman – Restauratrice
Restauro di mobili antichi – oggettistica in legno

Titolare: Jane Harman

Precedenti titolari: la bottega è stata fondata da Faliero Sarti e suo fratello. Dal 1967 fino al 2008 ci ha lavorato Enrico, figlio di Faliero. I lavori principali erano restauro e lucidatura a spirito

Origini: Jane, nativa della Gran Bretagna, è entrata nella bottega nel 1988 come apprendista. Appena uscita dalla Scuola di Belle Arti a Glasgow faceva l’artista, andando avanti con una borsa di studio e con piccoli lavori

Clientela: residenti, turisti italiani e stranieri

Locale: prima del 1967, la bottega era un parrucchiere. La bottega è di proprietà di Jane

Jane è fondatrice del gruppo Female Artisans Florence (FAF), insieme ad altre tre artigiane Giulia Castagnoli, Jacqueline Harberink e Ayako Nakamori.

 

JANE HARMAN RESTAURATRICE
Via Lorenzo Bartolini, 1/r
50124 Firenze
Tel.: 055/218624
Sito: www.harmanjane.it
Facebook: @harmanjanerestauro
Instagram: @jane.h.restoration

FAF – Borgo San Frediano, 131/r – 50124 Firenze – Facebook: @fafcrafwomen

Il Sedicente Moradi – Artista di Strada

1000 666 daniela

Storie: Il Sedicente Moradi – Artista di Strada

Acquarello…

La storia di Firenze è intrecciata, nel bene e nel male, con quella del suo fiume.

Da sempre l’Arno ispira il ‘cor dei divin poeti’ nelle notti stellate e preoccupa non poco quello dei fiorentini nelle giornate di pioggia, come quella del 4 novembre 1966, quando tracimò dal suo letto inondando la città con una gigantesca montagna d’acqua e detriti. Dall’Arno è sempre arrivato di tutto: rami, foglie, cortecce, radici, pezzi di legno…, ma a nessuno era mai venuto in mente di utilizzare tutto ciò per farne delle opere d’arte.

Ci ha pensato Lorenzo Moradi, detto il Sedicente, street artist fiorentino che nel 2017 ha realizzato una serie di sculture di animali tra il reale e il mitologico con il materiale di risulta dell’Arno, esposte sull’argine del fiume tra Piazza Poggi e Ponte Vecchio.

– L’arte deve uscire dai musei, dalle gallerie – ci dice – deve andare incontro alla gente, sui muri, nelle piazze, sui cartelli stradali; deve interagire con il territorio, riportare alla luce angoli degradati o ignorati.

Nel suo piccolo studio, un buco seminascosto in via delle Caldaie, nel cuore dell’Oltrarno, ci muoviamo a malapena fra trapani, seghe, martelli e pezzi di legno.

– Capita che passino settimane, a volte mesi, prima che qualcosa che avevo già sotto gli occhi mi mandi un messaggio. Quando questo capita, tutto ciò che faccio è semplicemente tirarlo fuori, renderlo visibile – ci dice mostrandoci una curiosa forma di rami intrecciati.

Chiediamo incuriositi di cosa si tratti, ma cortesemente ci fa sapere di non avventurarsi mai in spiegazioni, poiché ognuno ha il suo modo di vedere e di pensare.

E lo strano soprannome, Sedicente, da dove nasce? Almeno questo si potrà dire.

Sorride.

– Tutto iniziò con un furto in un quartiere di Barcellona. Un mio coinquilino lasciò l’appartamento derubandomi di tutto. Di lui sapevo soltanto che si chiamava Moradi, così decisi di ripartire da zero ‘rubandogli’ il nome. Da quel giorno sono… Moradi il Sedicente.

Ridendo usciamo di bottega e ci avviamo verso Piazza Santo Spirito per un caffè. “I cattivi artisti copiano, quelli buoni rubano”, recita una celebre frase di Picasso…

Lorenzo Pagni

Il Sedicente Moradi – Artista di Strada

Artista di strada – Pittore e scultore

Inizio attività: dal 2012 lavora nell’Oltrarno dove ha trovato un’atmosfera vivace e festosa di cui avevo bisogno dopo un lungo periodo di quasi eremitaggio in campagna
E’ cresciuto appena fuori le mura, ma con l’Oltrarno ha un legame familiare
Il suo lavoro è il frutto di un percorso artistico più che ventennale. Ha imparato sempre da tutti e spera di continuare a fare così
Prima lavorava nel mondo dell’antiquariato, disegnava e installava lampadari per una piccola azienda

Clientela: è trasversale. Negli anni si è fatta più attenta e cosciente del fatto che un acquisto è un legame

Locale: Prima del 2012 il fondo veniva usato come magazzino da un antiquario

IL SEDICENTE MORADI
Via delle Caldaie, 11/r (Santo Spirito)
50125 Firenze
Facebook: @sedicentemoradi
Instagram: @sedicentemoradi

Libreria TaTaTa’

1000 666 daniela

Storie: Libreria TaTaTa’

aquarello…

“Guarda che luna!” …

Percorriamo via Santa Maria riparandoci dal solleone di luglio nell’ombra avara delle case sul marciapiede. C’è afa, molta, e la temperatura è soffocante, come spesso capita d’estate a Firenze.
Al numero 38, proprio davanti allo storico Teatro Goldoni, un piccolo locale recuperato dopo anni di completo abbandono ospita una graziosa libreria gestita da una cooperativa tutta al femminile. Ad accoglierci all’entrata, rallegrata da vasi di fiori origami, è Silvia Nannini, una delle due socie fondatrici insieme all’amica Fiamma Petrovich.

– L’abbiamo voluta chiamare Tatatà in omaggio a ‘Guarda che luna’ di Fred Buscaglione – ci dice invitandoci ad accomodarci su un bel divanetto e offrendoci il caffè. – Siamo una libreria per appassionati di viaggi, natura e ambiente ma non solo; organizziamo anche tante iniziative di incontro e discussione in collaborazione sia con realtà internazionali, che legate al territorio, come l’associazione Nidiaci, la biblioteca Thouar, il Torrino di Santa Rosa e tante altre.

Scopriamo con sollievo che all’interno c’è una temperatura ben più fresca rispetto alla strada. I muri spessi, le volte a botte, i libri sugli scaffali ci regalano una sensazione particolare, di cultura e testimonianza del passato che si mescolano tra loro. Ci guardiamo attorno.
Sul retro del negozio notiamo una caratteristica mangiatoia adibita a magazzino.

– Questo spazio, di proprietà dell’Opera Pia di Montedomini, era nato come stalla – ci spiega Silvia – prima di diventare una falegnameria e successivamente una delle tante botteghe dell’Oltrarno che, ahimè, nell’ultimo decennio avevan ‘tirato giù bandone’.

La tristezza dello sguardo è immediatamente fugata dall’apparire di un piacevole ricordo. Sorride.

– Dopo poco tempo che avevamo aperto, nel settembre del duemila diciassette, si fermò qui da noi una signora. Ci raccontò che questa era stata la rimessa dove suo nonno teneva le asine. “Solo femmine perché i maschi son troppo testoni”, ci disse. La cosa ci sembrò di buon auspicio per una cooperativa di donne!

Trascorreremmo volentieri qui il resto del pomeriggio, godendo della frescura e della piacevole compagnia, ma è tempo di riprendere la via. Ci congediamo felici che, grazie a questa nuova e originale attività, un altro caratteristico angolo del quartiere sia stato finalmente restituito alla città e alla sua gente.

Lorenzo Pagni 

Libreria TaTaTa’
Libreria indipendente

Apertura: 21 settembre 2017

Titolari: Silvia Nannini e Fiamma Petrovich

Libri: Di viaggi, cucina, e per bambini, volumi speciali e belli che non si trovano altrove

Attività: Aderisce al Patto per la Lettura della Regione Toscana e del Comune di Firenze; da 3 anni collabora con la Compagnia Virgilio Sieni a un progetto di rigenerazione urbana per la Palazzina Indiano Arte nel parco delle Cascine; da 3 anni organizza e promuove a Firenze CreativeMornings, serie di lezioni-colazioni inserite in una rete di 200+ città nel mondo (sei attive in Italia).
A queste attività si affiancano l’esperienza del Silent Book Club Firenze che promuove la pratica della lettura, ad alta voce e socializzante per i più giovani, si svolge in uno spazio prossimo con tempo “lento” e silenzio per gli adulti.
La libreria partecipa ai progetti “nel frattempo un libro” e “io leggo perché” che vogliono promuovere la lettura attraverso donazioni che vengono fatte alle biblioteche delle carceri e delle scuole fiorentine.
La libreria si chiama Tatatà in omaggio a “Guarda che luna” di Fred Buscaglione e a un romanzo di Rossana Campo.

Locale: Il fondo è nato come una stalla che successivamente è diventato falegnameria. Prima dell’apertura della libreria nel 2017 il fondo era rimasto chiuso per dieci anni. Proprietà del locale è Montedomini.

Tipo di Azienda: Società cooperativa in LegaCoop

LIBRERIA TATATÀ
Via Santa Maria 38/r, Firenze
Telefono: 055/9367564
Sito: tatata.it
Facebook: @infotatatà
Instagram: @infotatatà

  • 1
  • 2