il progetto

Dal 1343 l’Oltrarno dentro le mura (completate nel 1333) viene indicato come il quartiere di Santo Spirito con il simbolo della colomba bianca tutt’ora usato. Il territorio venne suddiviso in quattro gonfaloni: Scala, Nicchio, Sferza, Drago che sono stati aboliti nel 1532, simboli sono ancora riscontrabili nella Firenze di oggi.

Quartiere Santo Spirito

Gonfalone Nicchio

Gonfalone Scala

Gonfalone Sferza

Gonfalone Drago

L’Oltrarno fiorentino è una parte della città caratterizzata da una topografia in cui si mescolano antico e moderno. Un quartiere popolare e antifascista. È anche uno spazio dell’immaginazione e della cultura, dove si intrecciano le tradizioni dell’artigianato, della cucina, dell’arte.

Questo sito è la vetrina del Progetto Oltrarno, iniziativa promossa da appassionati del quartiere, che si interrogano sull’identità, sulla crisi, ma anche sul riscatto e sulle opportunità di questo territorio, cercando allo stesso tempo nuove forme di partecipazione e strumenti efficaci di sostegno.

Utilizzando un linguaggio ibrido fatto di fotografia documentaria ed artistica, dati, racconti e raccolte di testimonianze, laboratori di cittadinanza e partecipazione, il Progetto si prefigge l’obiettivo di valorizzare il capitale sociale, economico e culturale del quartiere affinché diventino patrimonio condiviso ed accessibile a tutti, a sostegno di una nuova strategia che ispiri relazioni sociali positive tra residenti, operatori economici e turisti in alternativa al sovra-turismo senza regole che sta(va) trasformando l’Oltrarno in una specie di luna park.

I promotori del Progetto hanno avviato percorsi di collaborazione con un crescente numero di cittadini, operatori economici, associazioni dell’Oltrarno e di Firenze. Insieme, cerchiamo di costruire nuove forme di partenariato per la promozione e la valorizzazione del quartiere, utilizzando strumenti diversi di finanziamento del progetto e le attività.

contesto

Considerata come uno dei capisaldi dell’identità fiorentina, l’area dell’Oltrarno – San Frediano, San Niccolò e Santo Spirito, è in verità un ecosistema fragile, in cui l’evoluzione urbana si intreccia alla trasformazione demografica e a fenomeni economici e sociali di grande impatto.

Numerose botteghe artigiane e piccole imprese commerciali resistono in virtù di un forte radicamento territoriale e sociale. Altre si sono trasferite in zone più facilmente accessibili e con affitti a canone più basso. Altre ancora hanno chiuso e i loro locali sono stati trasformati in depositi e garage. I luoghi di produzione e consumo culturale sono drasticamente diminuiti e i nuovi esercizi commerciali si rivolgono quasi esclusivamente ai turisti (rivendite di souvenir, cibo da asporto), rinforzando l’emergere di una monocultura turistica, a scapito delle attività tradizionali e degli abitanti.

Il numero di residenti in apparenza è stabile, ma la composizione è cambiata: meno famiglie, più anziani, e più residenti “fantasma”. Al contrario, il numero di visitatori giornalieri e soggiornanti brevi è cresciuto esponenzialmente, spingendo la trasformazione di abitazioni, cinema, botteghe in appartamenti (di lusso) per turisti, con l’effetto collaterale di un aumento significativo dei prezzi degli immobili e dei canoni d’affitto e conseguente riduzione del numero di appartamenti a disposizione di cittadini e potenziali residenti nel quartiere.

Il rischio dei residenti, italiani e immigrati, di sentirsi sempre più estranei nel proprio quartiere, ci ha portato a creare uno strumento che possa contribuire a mantenere una consapevolezza del (recente) passato, di rinforzare il senso dell’appartenenza a una comunità, di riappropriarsi dell’identità dei luoghi in cui vivono.

La crisi del Covid-19 ha messo in profonda crisi tutti i settori economici, in modo particolare quelli che si rivolgono ai turisti. Nonostante molti atti di solidarietà, l’Oltrarno rischia un progressivo depauperamento, a causa della mancata riapertura di molte attività, dell’assenza di turisti, della scarsa disponibilità di risorse pubbliche. Oltre alle risposte immediate per alleviare le sofferenze, è necessario riflettere sul futuro a medio e lungo termine dell’intera area.

Il Progetto interviene in questo contesto, con l’intento di rendere visibile e valorizzare l’identità, la cultura e lo stato attuale dell’Oltrarno fiorentino, mediante un archivio pubblico di immagini, di ricerche e di testi creati appositamente, affinché diventino patrimonio condiviso e accessibile a tutti e possano diventare parte di una nuova strategia a sostegno di relazioni sociali positive tra residenti, operatori economici e turistici. Una strategia che rappresenti un’alternativa al sovra-turismo senza regole.

attività

Le attività del progetto sono finalizzate ad arricchire il patrimonio culturale, sociale ed economico dell’Oltrarno e della città di Firenze, in sinergia con altre iniziative locali senza trascurare le opportunità di collaborazione e scambio anche a livello nazionale ed internazionale.

1. Fotografare l’Oltrarno

Documentazione fotografica per visualizzare, stimolare riflessioni, sensibilizzare

  • Gli spazi urbani
  • Gli edifici e le attività
  • Le persone
  • La vita sociale e la cultura

2. Analizzare il contesto

Ricerca documentale, raccolta di dati qualitativi e quantitativi

  • Analisi dati quantitativi demografici; economici, sociali
  • Analisi qualitativa del contesto sociale: questionari, interviste

3. Coinvolgere soggetti interessati

Attivazione della rete di attori-chiave e parti interessate per la definizione della visione strategica e della sostenibilità del progetto

  • Costituzione di un comitato consultivo
  • Raccordo con le istituzioni locali 
  • Eventi di sensibilizzazione e di creazione reti
  • Lancio della campagna sui social

4. Realizzare strumenti di comunicazione e partecipazione

Aggiornamento della documentazione, sviluppo di una banca-dati e di una banca-immagini, attività partecipate di comunicazione sul territorio

  • Mostre ed esposizioni itineranti
  • Eventi di presentazione dei lavori
  • Laboratori di cittadinanza
  • Aggiunta contenuti e revisione della banca-dati e della banca-immagine
  • Gestione campagna sui social media

5. Consolidamento e sostenibilità

Realizzazione dell’incubatore di cultura materiale e immateriale del territorio a servizio del quartiere e della città

  • Spazio fisico e virtuale di condivisione e rilancio delle esperienze comunitarie, creando sinergie tra diversi mondi (arti figurative e performative, ricerca, arti e mestieri, artigianato e professioni)

le foto

Le foto pubblicate sul sito sono state fatte dal 2015 in poi, in larga parte sono state scattate dal 2020 in poi.

Le foto del quartiere e degli edifici e i ritratti in studio in bianco e nero sono stati fatti con banchi ottici Toyo 10×12 cm (4×5 pollici) e Gibellini 20×25 cm (8×10 pollici). I negativi sono stati scannerizzati per riprodurre le immagini sul sito. Invece, le stampe sono fatte in camera oscura (a contatto per i negativi 20×25 cm).

Le foto delle attività e del quartiere sono generalmente state fatte con macchine digitali (Nikon Df) ma alcune sono state fatte con una macchina analogica (Leica M6 – diapositive) che sono state scannerizzate per riprodurle sul sito.

Nella banca immagini ci sono anche foto scattate con una macchina Polaroid SX-70 (non riprodotte sul sito).

risorse e finanziamenti

Nella fase iniziale, il Progetto è autofinanziato dai promotori.
Per sviluppare il Progetto e usare il suo potenziale, i promotori cercano finanziamenti di vario tipo: soggetti privati ed enti pubblici, sponsorizzazioni, campagne di crowdfunding.